La stanza della Segnatura, all’interno dei Musei Vaticani, contiene i più famosi affreschi di Raffaello, essi costituiscono l’esordio del grande artista in Vaticano e segnano l’inizio del pieno Rinascimento.

L’ambiente prende il nome dal più alto tribunale della Santa Sede, la “Segnatura Gratiae et Iustitia”, a cui presiedeva il pontefice e che soleva riunirsi in questa sala nella metà del XVI sec..

Originariamente la sala era adibita a biblioteca e studio privato di Giulio II ed il programma iconografico degli affreschi si lega a questa funzione.

Gli affreschi, eseguiti tra il 1508 e il 1511, abbracciano 4 temi fondamentali per il colto e raffinato pontefice rinascimentale: la Filosofia, la Giustizia, la Teologia e la Poesia.

Alla Filosofia corrisponde forse l’opera più famosa di Raffaello, “La Scuola di Atene”. Entro una grandiosa architettura che si ispira al progetto di Bramante per il rinnovamento della basilica paleocristiana di S.Pietro, si muovono i più celebri filosofi dell’antichità, come Platone, Aristotele, Socrate, Pitagora, Diogene, Tolomeo, Euclide, Eraclito….

Nelle foto due particolari di questo capolavoro:

1) la figura di Eraclito (in primo piano), nella quale è stato riconosciuto Michelangelo. Raffaello era appena entrato nella Sistina, dove Michelangelo stava affrescando il grandioso soffitto ed era rimasto “fulminato” dall’opera del maestro. Decide, così, di rendergli un tributo includendolo nell’affresco, in primo piano, assorto nei suoi pensieri, indifferente a ciò che si svolgeva intorno.

Raffaello riprende non solo l’indole schiva del maestro, ma anche un suo attributo inequivocabile, i suoi “stivali di pelle sopra lo ignudo” come scriverà il Vasari nella biografia di Michelangelo.

Stanza della signatura - Musei Vaticani

2) particolare di Euclide che insegna la geometria agli allievi.

Stanza della signatura1 - Musei vaticani
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