Oggi siamo nella Tuscia Viterbese, cioè in quella parte di alto Lazio che segna i confini con la Toscana, ad un centinaio di km da Roma.

Bagnaia è una piccola cittadina in provincia di Viterbo, famosa per la cinquecentesca Villa Lante che rappresenta uno dei più begli esempi di giardino manierista all’italiana, votato nel 2011 come “Parco più bello d’Italia”.

“Armonia” è il termine che meglio riassume il carattere di questo luogo, dove le geometrie del giardino e i giochi d’acqua si uniscono in un insieme perfettamente bilanciato. Solo le diverse voci dell’acqua e lo stormire delle foglie vi accompagneranno in questa imperdibile passeggiata nella bellezza italiana…

Villa Lante è stata scelta come set per numerose produzioni cinematografiche, fra cui ricordiamo i recenti “Habemus Papam” (N. Moretti, 2011) e la serie TV “The Young Pope”(P. Sorrentino, 2016).

La storia della villa ha inizio nel 1498 quando il cardinale Raffaele Galeotti Sansoni Riario, nipote di papa Sisto IV della Rovere, decise di realizzare ai margini del Borgo di Bagnaia un “barco”, cioè un ampio spazio recintato da destinarsi alla caccia. I suoi successori portarono avanti il progetto, recintando un’area di circa 25 ettari che fu dotata di un casino di caccia e più tardi anche di un acquedotto privato.🌳🎋🍃

Nel 1566 il Cardinale Giovan Francesco Gambara divenne vescovo di Bagnaia e acquisì la proprietà per realizzarvi la sua dimora estiva😎. I lavori iniziarono nel 1568, negli stessi anni in cui i Farnese, suoi parenti, stavano completando il loro splendido palazzo nella vicina Caprarola.

Il progetto di Villa Lante è stato attribuito all’architetto Giacopo Barozzi, detto “il Vignola”, e prevedeva un ampio giardino all’italiana con fontane artistiche e due palazzine gemelle. Si è certi che la parte idraulica, molto complessa, fu invece curata dal senese Tommaso Ghinucci, un vero maestro dell’architettura idraulica.⛲️⛲️⛲️

Alla morte del Cardinal Gambara nel 1587 il giardino era stato realizzato nelle sue linee generali, insieme ad una delle due palazzine (quella sulla destra dell’ingresso, detta appunto “Gambara”).🏣🌳

La villa passò prima al cardinale Federico Cornaro (1588-1590) e quindi al cardinale Alessandro Peretti Montalto (1590-1623), nipote di Sisto v, che completò il giardino, fece costruire la seconda palazzina (quella a sinistra, detta “Montalto”)🏣 e fece realizzare la “Fontana dei Quattro Mori” nel parterre.⛲️⛲️⛲️⛲️

I nome attuale di “Villa Lante” risale al XVII secolo, quando papa Alessandro VII la concesse al duca Ippolito Lante della Rovere (1656), la cui famiglia ne rimase proprietaria fino al 1953.
Nel 1971 la villa fu acquistata dallo Stato Italiano e dal 2014 è gestita dal Polo Museale del Lazio.🌈🌈

Il giardino di Villa Lante è stato progettato lungo il fianco di una collina, il cui dislivello fu elegantemente modellato, creando tre livelli distinti fra loro raccordati da scale e pendii.

Villa-Lante-il-giardino

Nel piano generale le parti architettoniche sono del tutto subordinate a quelle vegetali e, all’interno di queste, il vero e solo motivo conduttore è rappresentato dall’acqua💧. Si voleva narrare di come l’acqua e la sua forza primordiale (e in senso lato le forze della Natura) potessero essere plasmate e irreggimentate dall’ingegno umano.⛲️🧜‍♂️⛲️

Per poter mantenere lo stesso effetto visivo in tutte le stagioni dell’anno, furono utilizzate siepi di sempreverdi dal fogliame fitto e minuto (bosso e ligustro) tagliate con forme geometriche, mentre nella parte alta del giardino dominano querce, lecci e platani.🌳🌳🌳

Alla Villa si accedeva dalla piazza principale di Bagnaia, attraverso un portale ad arco che immetteva direttamente nel primo livello del giardino, detto “Il Quadrato”. E’ questo un ampio parterre delimitato da siepi su tre lati e sul quarto dalle due palazzine. 🏣

Al centro del Quadrato vi sono quattro vasche separate da camminamenti, che disegnano un largo specchio d’acqua⛲️: al centro di ogni vasca c’è una navicella su cui si trova un piccolo archibugiere…che ovviamente spara acqua!!💦 💦
All’incrocio dei camminamenti vedrete il fulcro di questo primo livello: la fontana detta “dei Mori”, opera dello scultore Giambologna. I Mori sono in realtà quattro atleti scolpiti nel peperino, che sostengono i simboli della casata Peretti Montalto e che furono realizzati appunto al tempo del cardinal Montalto.🦚⛲️

Villa-Lante-giardino-dettaglio

Da questo punto potete risalire la collina lungo il percorso centrale delimitato dalle siepi. Al centro della prima terrazza vi è la “Fontana dei Lumini”, così chiamata perché decorata con decine di lucerne scolpite, che generano non fiammelle ma zampilli d’acqua🔥🔥🔥…l’effetto è incredibile!

Da qui si sale alla terrazza intermedia, dove campeggia una lunga tavola scolpita nel peperino, con al centro un canale in cui scorre l’acqua💦💦. E’ questa la “Mensa del Cardinal Gambara”, una tavola-fontana utilizzata per i banchetti del Cardinale!!🥂 La decorazione di questo secondo livello è completata dall’imponente “Fontana dei Giganti”, dominata dalle figure barbute di due divinità fluviali, il Tevere e l’Arno, mollemente adagiate una a fianco dell’altra.🧜‍♂️🧜‍♂️

Alle spalle della “Fontana dei Giganti”⛲️⛲️ si trova una sorta di rampa, il cui asse centrale è segnato da una vasca stretta e lunga, dai margini stilizzati, chiamata “Catena del Gambero”🦞 perché decorata con un motivo che utilizza le chele del gambero stilizzate. Ricordate che il gambero era presente nel simbolo araldico del cardinal Gambara…🦞🦞

Alla sommità della rampa si incontra dapprima la “Fontana dei Delfini” 🐬🐬e quindi quella “del Diluvio”💦. Quest’ultima rappresenta una grotta naturale incorniciata da due piccoli edifici decorati da logge, ed è probabilmente parte dell’originario progetto del Vignola.
Dietro questa fontana si apre il parco vero e proprio, con i suoi alberi di alto fusto.🌳🍂🌳🦌

I due casini di Villa Lante furono costruiti a circa trent’anni di distanza l’uno dall’altro ma mostrano la stessa struttura architettonica: un piano terra che si affaccia sul giardino con una loggia ad arcate, un primo piano con gli ambienti principali illuminati da grandi finestre, un secondo piano per gli ambienti di servizio e un torrino. 🏣⛲️ 🏣
Gli ambienti principali erano affrescati con un ricchissimo repertorio di grottesche🧚‍♀️🧚‍♀️, soggetti profani a carattere celebrativo e vedute.

Nel “Casino Gambara”🦞(il primo ad essere costruito) l’ossequio del Cardinal Gambara alla famiglia Farnese si celebrata negli affreschi della loggia a piano terra, dove sono rappresentati insieme a Villa Lante, il Palazzo Farnese di Caprarola con la villa del Barco e una veduta di Villa d’Este a Tivoli.
Il “Casino Montalto” fu invece edificato dopo il 1587 e le sue stanze sono decorate non solo da affreschi in stile classicheggiante, ma anche da meravigliosi stucchi 🧚‍♀️🧚‍♀️.

I casini possono essere visitati in orari specifici, con accompagnamento del personale MiBACT.