La Basilica dei Santi Quattro Coronati è una delle più affascinanti e misteriose chiese di Roma, con una lunga e complessa storia scandita da eventi determinanti anche drammatici. E’ situata su una propaggine del colle Celio che si collega al Laterano a Sud/Est e domina la valle che la separa dal Colle Oppio a Nord/Ovest. Varrone chiama questa parte Celiolo (piccolo Celio), mentre Marziale lo menziona come Celius Minor.

La chiesa, come la vediamo oggi, ha l’aspetto di una fortezza medievale con possenti mura ed una torre imponente. Secondo il Liber Pontificalis (un elenco dei papi e delle chiese costruite fino al IX sec.) il primo nucleo di cui si conservano ancora le tracce risale al IV sec., al tempo di Papa Melchiade, col nome o titulus di SS. Quattuor Coronatorum.  Nel VII sec. Papa Onorio I consacra ufficialmente la chiesa dopo importanti lavori di restauro e ampliamento, ma ancora più radicali furono i lavori commissionati da Papa Leone IV nel IX sec.

Siamo nel periodo della cosiddetta rinascita carolingia e Leone IV, da cardinale, era titolare della basilica dei SS. Quattro. Questi si dedicò alla ricostruzione della chiesa trasformandola in un complesso fortificato, dotato di torri d’avvistamento e difesa, mentre la stessa abside assume una funzione difensiva con l’aggiunta di finestre. La fabbrica leonina fu definita grandiosa ai suoi tempi per l’imponenza del progetto, la qualità architettonica e gli elementi decorativi. La chiesa leonina/carolingia è tipica di quel periodo, ma gli edifici annessi costituiscono un unicum a Roma in quanto rimandano a modelli franco-tedeschi.

Questo fortilizio costituiva un importante avamposto a difesa del Laterano, dove all’epoca risiedevano i papi, contro le incursioni dei Saraceni. La pirateria araba nel IX sec. imperversava sulle coste del Meridione e nell’ 846 una loro flotta riuscì a sbarcare addirittura ad Ostia, a risalire il Tevere fino a Roma e a saccheggiare San Pietro!

Nel 1084 Roma subirà lo spaventoso sacco dei Normanni guidati da Roberto il Guiscardo; tutta la città fu depredata, ma in particolare fu colpita la zona tra il Colosseo, l’Aventino, il Laterano e l’Esquilino e furono saccheggiate e distrutte le basiliche di San Clemente, dei Santi Quattro Coronati e dei Santi Giovanni e Paolo. Tutta questa zona, a seguito del sacco, rimase disabitata e questo evento pose le basi per il progressivo isolamento del Laterano dal nucleo urbano di Roma e per lo spostamento della sede papale al Vaticano, che diventerà definitivo dopo la fine della cattività avignonese.

Papa Pasquale II, nel 1099, provvede alla ricostruzione della chiesa dei Santi Quattro, che verrà notevolmente ridotta nelle dimensioni pur mantenendo il fortilizio esterno. Solo parte della navata centrale leonina viene utilizzata per la nuova chiesa, le vecchie navate laterali vengono inglobate in un refettorio, un palazzo cardinalizio e la cappella di San Silvestro a destra mentre a sinistra in un monastero, a cui si aggiungerà nel XIII sec. un bellissimo chiostro cosmatesco.

Proprio nella cappella di San Silvestro si trova un ciclo di affreschi del XIII sec. in cui si narra la famosa e discussa Donazione di Costantino, con l’evidente scopo di esaltare il primato della Chiesa di Roma. Questa stessa cappella, nel 1570, viene acquistata dalla Università (o Confraternita) dei Marmorari che operano delle modifiche creando un piccolo presbiterio affrescato da Raffaellino da Reggio.

Pertinenti alla basilica leonina sono altre due cappelle: quella di S. Barbara con tracce di affreschi del IX, XIII e IV sec. e quella di S. Nicola, non visitabile perché inclusa nel refettorio delle suore di clausura agostiniane che detengono il complesso dal 1560.

Ma forse vi starete chiedendo chi sono i Quattro Santi Coronati? Perché è stato dato questo nome? Ebbene se venite a visitare questa meraviglia vi racconterò la controversa origine del nome oltre a tante altre storie!