Rione Trevi

Passeggiata nel Rione Trevi. L’Oratorio del Crocifisso, la Galleria Sciarra, i resti dell’acquedotto Vergine, Fontana di Trevi.

Il Rione Trevi, parte dell’antica “Regio VII”, è uno dei più centrali rioni di Roma.

In questa passeggiata passeremo attraverso vari periodi storici, dal manierismo di fine ‘500 allo stile Liberty di fine ‘800, qualche cenno di archeologia romana e per finire il tardo Barocco monumentale della Fontana di Trevi.

Per comodità logistica, passeremo prima in Via del Nazareno dove, attraverso un cancello potremo vedere tre arcate, parzialmente interrate, dell’antico acquedotto Vergine.

L’Acquedotto Vergine (Aqua Virgo) è l’unico degli undici principali acquedotti di Roma antica rimasto ininterrottamente in funzione sino ai nostri giorni alimentando le monumentali fontane della città barocca, tra cui Fontana di Trevi.

Si, questa è una delle stupefacenti particolarità di Roma, nelle sue incredibili stratificazioni puoi trovare pezzi di acquedotto tra le case o inglobati nelle mura della città, così come parziali cupole termali, colonne, frontoni, o tratti di cavea di un teatro nelle cantine dei palazzi del centro storico.

Da qui ci sposteremo verso Piazza dell’Oratorio per visitare l’Oratorio del Crocifisso che è un vero gioiello del manierismo romano, completamente affrescato, al suo interno, con le Storie della Vera Croce ispirate alle “sacre rappresentazioni” quattrocentesche e tratte dalla “Legenda Aurea” di Jacopo da Varagine.

Il ciclo di affreschi è datato 1578-1583 ed è uno dei più illustri cicli romani precedenti Papa Sisto V. Gli artisti sono i più famosi manieristi del tempo attivi a Roma come  Girolamo Muziano, Cesare Nebbia, Paris Nogari, De Vecchi, Circignani.

Adiacente all’Oratorio, visiteremo la Galleria Sciarra, originariamente il cortile privato di Palazzo Sciarra che ha il suo ingresso principale su Via del Corso.

Il palazzo fu voluto dal principe Maffeo Sciarra Colonna, imprenditore, che destinò parte del palazzo alla sede del famoso quotidiano, da lui fondato,“La Tribuna”(1883).

Attualmente è un passaggio pedonale che immancabilmente sorprende il passante per la ricca decorazione e per l’architettura che rispecchiano entrambe il nuovo gusto dell’epoca, il Liberty, la Belle Epoque. Si afferma l’impiego di nuovi materiali come il ferro, la ghisa, il vetro.

L’architetto è Giulio De Angelis, artefice di una radicale innovazione edilizia. Il fitto impianto decorativo è del pittore Giuseppe Cellini che si servirà della tecnica “ad encausto”, cioè mischiando i pigmenti colorati alla cera punica.

Il tema dei dipinti è la glorificazione della donna e alle sue personificazioni secondo il gusto dell’epoca dettato dall’alta borghesia romana. E’ uno dei rari esempi, tra gli edifici pubblici romani, di Art Nouveau.

Riprendiamo, dunque, la passaggiata verso l’ultima tappa, la  Fontana di Trevi, forse la più famosa fontana di Roma. Questa fontana è la “mostra”(parte finale) dell’acquedotto Vergine, di cui prima abbiamo visto, appunto, i resti.

L’acquedotto fu voluto da Marco Vipsanio Agrippa per alimentare le sue terme che furono le prime terme pubbliche di Roma nel 19 a.C..Nel corso dei secoli vari papi si occuparono di costruire una degna mostra dell’Acqua Virgo, a cominciare da Niccolò V nel 1453, ma dobbiamo arrivare al 1732, con Papa Clemente XII, per avere il progetto dell’attuale fontana e l’inaugurazione si tenne nel 1762 con Papa Clemente XIII.

L’autore del progetto fu Nicola Salvi che si dimostrò anche abile regista nel dirigere uno stuolo di scultori, scalpellini, ottonai, stagnai, falegnami, intagliatori. Il tema è il mare, il fulcro della composizione è la grande statua raffigurante Nettuno-Oceano che guida un cocchio, a forma di conchiglia, trainato da due tritoni.

 

 

 

INFORMAZIONI UTILI

 

Durata del tour: 3 ore

E’ consigliata una piccola offerta nell’Oratorio

COSTi

I tour guidati privati hanno un costo di  € 50,00 l’ora per gruppi da 1 a 5 persone. 

Il costo non include i biglietti di ingresso, prenotazioni, transfer, radioline con cuffie e mance.

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